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SCELGO IL SILENZIO
Non vi vedo e non vi sento, salvo rarissime eccezioni.
Parla chi, talvolta, dovrebbe saper tacere.
Scrive chi, talvolta, dovrebbe lasciare intatta la pagina.
E resta in silenzio chi avrebbe qualcosa da dire.
Qualcosa da scrivere.
Qualcosa che potrebbe perfino meritare di essere ascoltato.
Il silenzio non è necessariamente assenza.
Può essere compostezza.
Educazione.
Discernimento.
Può essere la consapevolezza che non tutto ciò che sappiamo debba essere pronunciato, che non tutto ciò che pensiamo debba essere scritto, che non tutto ciò che custodiamo debba diventare pubblico.
Esiste una misura nella parola.
Ed esiste una responsabilità nel silenzio.
LA FIDUCIA
Non considero la fiducia un automatismo.
Non la concedo perché qualcuno la pretende.
Non la confondo con la familiarità.
Non la misuro sulle dichiarazioni.
La fiducia autentica è rara.
Si costruisce nel tempo.
Si verifica nei comportamenti.
Si riconosce nella coerenza.
Si conserva nella reciprocità.
E, nella sua forma più profonda, la riconosco soltanto in pochissime, originali essenze umane:
chi sa rimanere se stesso anche quando nessuno osserva;
chi sa custodire senza appropriarsi;
ascoltare senza utilizzare;
conoscere senza divulgare;
sapere senza esibire.
Rispettare è un principio. Fidarsi è una scelta. Custodire la fiducia ricevuta è una responsabilità.
LA CUSTODIA
Non tutto ciò che conosco deve essere raccontato.
Non tutto ciò che mi viene affidato mi appartiene.
Non tutto ciò che appartiene alla mia interiorità necessita di un destinatario.
Esiste ciò che può essere liberamente condiviso.
Esiste ciò che richiede riservatezza.
Esiste ciò che appartiene al segreto.
Esiste ciò che richiede custodia assoluta.
Ed esiste ciò che non necessita nemmeno di essere rappresentato:
META-UNIVERSO.
Ciò che appartiene all’essere prima ancora della parola.
LA MISURA
Non tutto deve essere conosciuto.
Non tutto deve essere spiegato.
Non tutto deve essere mostrato.
Non tutto deve diventare contenuto.
Rivendico anche un’altra libertà:
la libertà di non esibirmi.
La libertà di custodire.
La libertà di scegliere chi possa conoscere cosa.
La libertà di lasciare una parte della propria esistenza semplicemente alla propria esistenza.
Potrei parlare.
Potrei scrivere.
Potrei spiegare.
Potrei rispondere.
Ma poterlo fare non significa doverlo fare.
Non ogni provocazione merita risposta.
Non ogni domanda merita accesso alla nostra interiorità.
Non ogni pensiero deve diventare parola.
Non ogni conoscenza deve diventare esposizione.
Tra il rumore della parola inutile
e la misura della parola necessaria,
scelgo la misura.
Tra l’esibizione del pensiero
e la sua custodia,
scelgo la custodia.
Tra la fiducia indiscriminata
e quella costruita attraverso tempo, coerenza e reciprocità,
scelgo pochissime, originali essenze.
La forza vera non ha bisogno di raccontare tutto ciò che sa.
Sa custodire.
Sa attendere.
Sa distinguere.
Sa parlare.
Sa tacere.
La forza vera non si dichiara. Si lascia percepire.
LA SCELTA
E, da ultimo, arriva qualcosa che nessuno può compiere al nostro posto:
scegliere.
Scegliere da che parte stare.
Non necessariamente dalla parte di qualcuno.
Non dalla parte che conviene.
Non dalla parte che fa più rumore.
Ma dalla parte di ciò che, dopo aver osservato, verificato e compreso, la propria coscienza riconosce.
Perché scegliere da che parte stare non significa necessariamente decidere contro chi stare.
Significa comprendere per che cosa stare.
E quando nessuna parte ci rappresenta, rimane anche la libertà di non appartenere.
Non vi dirò da che parte stare.
Non vi dirò chi seguire.
Non vi dirò cosa pensare.
Non pretendo che la mia scelta diventi la vostra.
La mia appartiene a me.
La vostra appartiene a voi.
Osservate.
Verificate.
Distinguete i fatti dalle interpretazioni.
Dubitate anche delle vostre convinzioni.
Se i fatti le smentiscono, abbiate la libertà di cambiarle.
Se resistono alla verifica, assumetevi la responsabilità di sostenerle.
Per questo, da ultimo, non vi consiglio cosa scegliere.
VI CONSIGLIO DI SCEGLIERE.
Liberamente.
Consapevolmente.
Responsabilmente.
Ma soprattutto:
SCEGLIETE VOI.
Quanto a me,
parlo quando ho qualcosa da dire.
Scrivo quando ho qualcosa da scrivere.
Mi fido quando esistono ragioni per fidarmi.
Custodisco ciò che non necessita di essere consegnato al mondo.
E quando né la parola,
né la scrittura,
né l’esposizione
sono necessarie,
SCELGO IL SILENZIO.
Io.
SIMONE ZURRU
🔵🔇🔕
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