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Una riflessione personale.
Non è un programma, non è una candidatura, non è una dichiarazione di appartenenza.
Si costruisce insieme.
È semplicemente il modo più onesto che conosco per raccontare come guardo alla politica, al servizio delle istituzioni e al senso della rappresentanza.
Non rappresento nessuno, se non me stesso.
Se un giorno dovessi impegnarmi in politica, lo farei senza appartenenze precostituite e senza ideologie che non mi appartengono. Sarebbe un percorso nuovo. Ex novo. Nostro.
Non ho mai cercato candidature. Per molti, anzi, sono sempre stato «uno che non deve fare politica». Lo rispetto.
Diffido della perfezione quando è soltanto rappresentazione. Mi interessa l’autenticità.
Se però, nel tempo, qualcuno ritenesse che io possa essere utile al bene comune, ne sarei profondamente lusingato.
Sono stato educato a una regola semplice: dare il buon esempio. È il patrimonio più importante che mi è stato lasciato e che continuo a custodire.
Il mio percorso è stato più difficile di quanto avrei desiderato, per vicende che non dipendono da me. Non ne faccio un alibi. Ne faccio esperienza.
Non mi considero migliore di nessuno. Mi considero semplicemente diverso. Originalmente diverso.
Credo che la politica possa ancora essere uno strumento per migliorare il Paese, se viene spogliata dai personalismi e restituita al servizio.
Non chiedo consenso. Chiedo soltanto di essere giudicato per ciò che sono, per ciò che faccio e per la coerenza delle mie condotte.
Se un giorno riterrete che sia degno di rappresentare le vostre esigenze, sarà una vostra libera scelta: come sempre.
Continuerò a parlare poco e a scrivere soltanto quando avrò davvero qualcosa da dire.
Il silenzio resta il mio linguaggio principale. Le parole devono arrivare solo quando sono necessarie.
Con stima,
Simone Zurru
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