Non ti ho abbandonato, sono rinato.

Ero abbastanza nella stanza.

Era abbondanza.

Con onore ho aperto il mio cuore.

Erano segreti sommersi.

Le parole hanno valore.

Sanno abbellire se non sai mentire.

Era onesta’ mista a verità .

In un abbraccio mi accorgo che ti piaccio .

Un cane si sente abbaiare e io non so dove abitare.

Cerco nelle vicinanze e ci sono stanze.

Cammino adagio e mi sento a mio agio.

Mi fai accoglienza al mio arrivo e non mi sento privo.

Ti ricordi del passato e di un amore mai nato, solo sesso sotto il cipresso.

E’ la distanza che impedisce, tradisce.

Sei una donna abbagliante e apro quelle ante.

Sono in hotel e mi preparo ad andare.

E’ un appuntamento e io non mento.

Ti ho sognata e quando te lo dissi , sei rinata.

Sei seduta vuoi dell’acqua con limone , e io sono Simone.

Io prendo lo stesso sono sotto il cipresso.

C’è la farfalla che sa di Afrodite e tu non pensi alla lite.

Vuoi le mie mani in un tenero massaggio e un presagio. 

Sei violetta la mia prediletta.

Sfioro la tua pelle e mi sa di ribelle.

Mi vuoi guidare e ti sai accostare.

I tuoi occhi mi fissano e mi chiedono di accelerare e mi vedi accettare. 

Chiudi gli occhi per sognare.

Mi chiedi come stai, aspettando la risposta non è un messaggio di posta.

Esce dalla tua bocca un respiro che sa di limone , baci Simone.

E’ amore a distanza racchiuso in una stanza.

Addolcire le labbra e’ la tua specialità , ma l’amore ha età.

Ci accomunano gli anni , sono solo dieci di meno e tu non li senti, ti presenti .

Sono affettuoso e non so perché oso.

Mi dici di non parlare mi vuoi accumulare.

Si sente energia e ti continuo ad accarezzare, la tua pelle si riscalda, e te ne vuoi andare, con me mano nella mano.

Ma il tempo ci aspetta non c’è fretta.

E’ un accarezzamento sotto il mento.

Adagi le tue labbra e mi saluti come tutti, i cavalieri.

E’ un incontro rimandato sono affaccendato.

Ho bisogno di sole, e mi affaccio alla porta finestra , vado in piscina , ti sei affacciata e ti senti amata.

Non è adulazione e’ azione.

Hai acutezza non siamo privi di accortezza.

Starò tanti giorni e ho i miei bisogni.

Mi dici ci vediamo e mi porgi la tua mano. 

Vuoi essere cercata in una pista da ballo sai che sballo.

Mi senti affiancare e ti fai abbracciare.

Sono in terra straniera e ci vuole adattamento con affinamento.

Sai che non ti cercherò ma ti aspetterò .

Sono in piscina il sole mi abbraccia.

Non c’è traccia.

Lei si affaccia, non sa aspettare, vorrebbe il mare.

Non c’è da affinare.

E’ amore sa di cuore.

E’ una storia d’amore ma sono passate le ore.

Si affaccia un amica che le ha tenuto compagnia non era la mia.

Viene a bordo piscina ad accovacciarsi per amarsi.

La faccio accomodare e il tempo di amare.

Mi dice di non parlare e bellissima sotto il sole , la pelle brilla ed emana un profumo che sa accompagnare, un bacio profondo, e io affondo.

Sono vitale e lei leale.

Ci immergiamo in acqua ci vorrebbe l’acquasanta nella stanza.

E’ passione che non trovo nella mia nazione.

La Sardegna mi chiama e lei mi ama.

Le amiche si accorgono che c’è amore , in passato del dolore, per esperienze di vita negative che ritrovi nelle diapositive.

Credo ancora esista, l’amore, ma richiede aderenza con la forza di una lenza.

Una lenza di alto mare per chi vuole navigare.

Lei mi vuole ancora baciare.

Mi fissa negli occhi mi vuole guardare , mi dice che non so mangiare me lo vuole insegnare.

Vuole andare a pranzo, io vado a farmi una doccia per togliermi la salsedine del mare di Sardegna.

Terra degna.

Sono solo nella mia madre terra, ma il mare mi ha insegnato ad amare.

Non mi voglio adeguare.

Sono addestrato nel mio Stato.

Lei si ricorda e mi vuole provocare, per farmi arrabbiare.

Mangiamo seduti negli sgabelli, lei e’ statua coperta da un asciugamano, sfiora la mia mano.

Ha gli occhi da cerbiatta è una fata.

Ci scambiamo le pietanze pensando alle stanze.

Prende cibo afrodisiaco ed è idilliaco, mangia divinamente il cuore non mente.

Beve solo acqua con limone, perché pensa solo a Simone.

Ho sbagliato a dirle che l’ho sognata è bagnata, delle gocce di acqua accarezzano la sua pelle hanno la bellezza di un filo in uno stendino dopo la pioggia.

Tutte in fila le gocce della pioggia con un sole che aspetta, con acutezza.

Assapora un albicocca e una pesca, e la usa come esca.

All’improvviso si avvicina mi sussurra che mi ama.

Amorevolezza misto a dolcezza, ma me lo dice con asprezza.

Vuole venire in Sardegna , per fare un giro in altalena in una piazzetta, mi viene in mente Calasetta.

Li abbiamo una casetta al mare ma vorrebbe l’altare.

C’è una chiesetta che ci aspetta.

Ma io non voglio forzare non mi voglio allargare.

Mi devo ambientare.

Andiamo a sederci all’interno c’è una sala , ordiniamo acqua e limone , sono Simone.

Aldilà della sala c’è la mia stanza andremo a ballare a passo di danza.

Siamo in allegria seduti nel divanetto , le mie mani scorrono sulla sua pelle non è più ribelle.

E’ alchimia che alla mia età non pensavo fosse la mia.

Penso agli alberi del mio giardino , ma è un giardino di emozioni , da vivere in silenzio.

Posso sentire la brezza del vento che trasporta il suo profumo naturale, sa di irreale.

Ma è tutto vero come il gusto di un amaretto al suo cospetto.

Le sue labbra sono carnose e ci sono le invidiose.

Fra le amiche di serata c’era qualcuna da allineare non sapeva dove stare.

L’amicizia sa dove stare.

Alquanto lontano si può andare per amoreggiare.

In capo al mondo nel luogo più profondo.

L’albero del giardino mi ricorda della pesca, e la bellezza di un pesco in fiore, non vogliamo far rumore .

Una musica di sottofondo si alterna alle vibrazioni sulla pelle.

In angolo ci guardano con un sorriso, che non sa mai di riso.

Un uomo antico passa ad annusare , a distanza andiamo in una stanza. 

E’ un apicoltore conosce il lavoro delle api, non ti ho mai chiamato papi.

Penso a mio padre, con cui parlai con discrezione , sulla situazione. 

Ho iniziato a viaggiare da solo dopo la sua morte, era la mia sorte. 

Un aperitivo mi accompagna , penso a lui e alle sue parole . Lei ha prole.

Mi ricordo di mio padre, che mi disse di amare andando al mare .

Il cielo si inizia ad annuvolare .

Le nuvole non coprono il sole e ci sono ragazze sole.

Penso agli amici di infanzia anzitutto ed è apocalisse come se fossi Ulisse.

Le mie mani non hanno mai smesso di accarezzarla e ad aspettarla.

Il suo odore e’ nelle mie mani, le chiedo se mi ami.

Lei risponde con tutto il cuore con un velo di dolore.

E’ la distanza che non ci permette vicinanza se non in una stanza.

L’amore non è mai appassito , perché è vero, genuino e sa di un aquilone su uno sfondo di arcobaleno, io mi alleno.

Mi alleno a scrivere poesie perché penso siano le vie.

Le vie di un mondo migliore, di pace e serenità nonché vitalità.

Sarà il mio anniversario di compleanno che andrebbe come per tutti, festeggiato tutto l’anno. 

Apro la poesia che è ancora devo scrivere , sono solo annotazioni, in un mondo di nazioni ed emozioni.

Nazionalità diverse ansimanti d’amore, senza più dolore.

Sfoglio un atlante e chiudo le ante.

Non è tempo di viaggiare ma di lavorare.

La poesia mi sente assorbire senza mai assopire.

Arrendersi mai nel viaggio con la fantasia, scusando qualche discrasia.

L’assenza di una persona amata rende la mente addolorata.

Mi sono ribellato e ho viaggiato.

Come il polline di un fiore che non andrebbe mai colto, lasciando alla natura, la sua statura.

Guardo avanti con gli occhi lucidi di amarezza, ma non c’è tristezza. 

Arrabbiatura , addirittura.

Assaggiare l’acqua salata del mare , mi ha impedito di annegare.

Annegare in un dolore che ero riuscito ad  avvistare.

Fa star male, l’assenza di una presenza.

Come una barca in alto mare vivo le mie giornate di storie che non ci sono mai state.

Barcamenarsi nelle vie dell’amore provoca reminiscenza , e per amare non ci vuole la scienza.

Ci sono le sirene che ero riuscito ad avvistare ma non c’è il mare.

C’è un giardino con la frutta da cogliere ed assaporare, per iniziare a respirare.

Respirare una vita sana e armoniosa per chi osa.

Vivere la vita con un proprio bagaglio di esperienze senza pensare alle assenze.

Un banchetto dove scegliere liberamente il frutto preferito in un sito.

Un sito di viaggi che non ricordano i remaggi.

Le feste in famiglia sono oramai lontane , come la vita legata alle sottane. 

Siamo adulti e ognuno ha preso la propria strada. 

L’importante è non andare fuoristrada. 

Una bancarella di caramelle si incrocia in una passeggiata di vita agiata.

Ma non dimentico una passeggiata in giardino con mio padre , a raccogliere la frutta da portare alla sua amata, mia madre.

Mi manca mio padre.

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