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Manifesto del contro-potere
Non prendo ordini.
Non inseguo consenso.
Non mi definisco per appartenenza.
Resto.
Presenza silenziosa, nel tempo.
Non per sottrarmi, ma per non disperdermi.
Non seguo percorsi già tracciati.
E non ne impongo agli altri.
Costruisco il mio, con autonomia e responsabilità.
Non mi interessano le maschere,
né le parole che cercano visibilità più che verità.
Non aderisco a ciò che cambia forma per essere accettato.
Difendo ciò che resta.
La verità, quando è scomoda.
L’onestà, quando costa.
La dignità, quando non conviene.
Non esercito potere sugli altri.
Tengo ordine in me stesso.
E da lì, se serve,
la capacità di stare tra gli altri senza perdere misura.
Non ho bisogno di essere riconosciuto per esistere.
Ma so riconoscere ciò che vale.
Scelgo quando parlare.
Scelgo quando scrivere.
Scelgo con chi.
Non per distanza.
Per rispetto.
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