Le politiche di crescita non iniziano con un annuncio.
Iniziano con una scelta.
E poi si realizzano.

Governo della crescita significa una cosa sola:
trasformare decisioni in risultati.
Completati.
Verificabili.
Misurabili.
Rimuovere ciò che frena.
Conservare ciò che conta.
Finire le infrastrutture.
Trattenere le competenze.
Portare i servizi all’approdo, non al racconto.
Senza calcolo.
Con autorità di esecuzione.
Perché senza opera c’è attività.
Ma non progresso.
La tradizione non è un limite.
È la materia dell’innovazione che dura.
Chi sa tenerle insieme non lascia una cantilena.
Lascia un segno.
La crescita si vede.
E si riconosce da ciò che è concluso.
La crescita non si annuncia.
Si scolpisce.
Nel Marmo, la regola resta ferma:
Le opere contano se arrivano al risultato.
La crescita è metodo, iter, approdo.
Risultati percepibili dal cittadino, non solo a occhio, ma a prova.
Lo sguardo sincero si orienta naturalmente:
verso ciò che è concluso,
e verso ciò che manca.
Senza finzioni.
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